Concepire Dio come passione!
Il catechismo ci ha sempre spiegato la coesistenza del bene e del male a partire dal peccato originale e alla trasmissione di esso per via generazionale. A me sembra che una visione del genere minimalizza il rapporto Creatore e creatura andando incontro al concetto di "onnipotenza divina". Concepire il male invece come una realtà prestabilita da ordinare attraverso il bene sembra cosa molto più concreta e realista tanto è vero che lo stesso concetto di onnipotenza divina viene spiegato nei vangeli in modo particolare come la capacità di Dio di perdonare i peccati. Quindi concorde col parere del teologo V. Mancuso probabilmente il concetto di peccato originale ma in particolare la trasmissione dello stesso andrebbe riguardato.
Sembra anche a voi possibile questo modo di concepire la realtà?
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